lunedì 16 giugno 2025

Struttura fissa per Fan Village ATP Finals

al Sindaco
agli Assessori al Verde Pubblico,
allo Sport, all’Urbanistica
del Comune di Torino

Alle cittadine e ai cittadini di Torino
Ai mezzi di informazione


Sono recentemente comparse su diversi organi di stampa (si veda p. es. Corriere Torino del 29 maggio scorso) notizie secondo le quali sarebbe intenzione di codesta Amministrazione comunale rendere permanente la struttura detta Fan Village già montata provvisoriamente sull’area del giardino di Piazza d’Armi (Parco Di Vittorio) in occasione delle ATP Finals, realizzando su di una superficie di 10.000 mq una struttura “polivalente” fissa della capacità di 2.500 spettatori.

Si sottrarrebbero così ai cittadini ben un ettaro di area verde pubblica e i relativi servizi ecosistemici, consumando/degradando suolo (in barba alle promesse elettorali) con conseguenze sull’ambiente, sulla salute umana, sull’assorbimento di CO2 e quindi sul cambiamento climatico.  Si tratta di una scelta nociva, che può essere evitata collocando le attività del Fan Village altrove (cosa tutt’altro che impossibile). Detta scelta confermerebbe quello che sembra essere un marchio di fabbrica dell’Amministrazione in carica, visto che si porrebbe nella scia di altre iniziative simili (parco dello Sport nella ZPS del Meisino, ospedale nel parco della Pellerina, ecc.).

In mancanza di notizie ufficiali in proposito, segnaliamo inoltre che il progetto del Fan Village permanente si pone in totale opposizione alle finalità del Regolamento (UE) 2024/1991 del 24 giugno 2024 sul ripristino della natura, che modifica il regolamento (UE) 2022/869.

Esso infatti procede in senso diametralmente opposto rispetto alla previsione (già vincolante, come tutto il citato Regolamento) di cui all’art. 8, par. 1. […. gli Stati membri provvedono affinché non si registri alcuna perdita netta della superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani né di copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani].

Modificando in riduzione i valori di riferimento dei parametri fissati da detta previsione, (superficie nazionale totale degli spazi verdi urbani e la copertura della volta arborea urbana nelle zone di ecosistemi urbani) il progetto in questione renderebbe quindi ancor più arduo il già non facile compito di quei Pubblici Uffici (Ministero dell’Ambiente), che attualmente stanno di certo già lavorando alla stesura del Piano Nazionale di Ripristino di cui all’art. 14, che dovrà essere presentato alla Commissione Europea entro l’ormai non molto lontano termine di cui all’art.16.

Ma che, a cascata, verrà a rendere ancor più arduo il compito delle stesse strutture comunali e dell’amministrazione, allorquando verranno chiamate a definire e fornire il proprio contributo (che ci auguriamo positivo) al conseguimento degli obiettivi fissati.

Restando in attesa di chiarimenti, si porgono distinti saluti.

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